Pierluigi's profilePier in the box...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Pier in the box...Wellcome 2 the jungle!!! |
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Benvenuto nel mio Spaces!
andrea negriwrote:
CIAOOO luis...è stata dura ma alla fine ci siamo riusciti!!!....abbiamo sudato 8 camice (7 eran poche), abbiamo faticato fino all'ultimo soffio di fiato....ma alla fine quello che conta e che....siamo riusciti ad uscire dalla palestra dopo 2 ore di autolesionismo!!!!complimenti per il blog!!! anche se hanno ragione le tue amiche GIULIA e MARINA( di cui tra l'altro nn mi avevi mai parlato) è un po' troppo palloso!!!! ciao luis..ci ved stase!!
Dec. 6
Davide Meoliwrote:
Ciao pier...grazie del commento...so ke sei mio amico...tranqui...so ke se ho bisogno posso contare su te...
Cmq il tuo commento si era 1 po' lungo...ma cmq l'ho letto...bello...lungo ma bello...Ciao luigi.
Dec. 5
Davide Meoliwrote:
Ciao prostituta mia...nn sapevo cs fare e ho fatto 1 salto nel tuo speces...caruccio...xò brutta troia nn hai messo nemmeno 1 foto di noi 2 insieme...guarda ke sono geloso...h ti lascio cn la speranza di rivederti sai tu qnd...;-)...Ciao luigia!!!!
Dec. 4
giuliawrote:
ciauu..il primo sabato è andato..XD...oh ma io una caga di quella bambina...mi fa veramente paura!!XD....oddio chissà sabato prossimo...!!!va beeeeh...ci vediamooo...ciauuu!!! Giuly!!!(botte...azz nn posso!!!)
Nov. 15
marina balmawrote:
Ciao Pier In The Box!...siamo Marina e Giulia!Le fans numero 1 del tuo blog...!!ihihi...!Però dobbiamo dirti la verità...il mondo non è fatto di persone abbastanza colte per apprezzare fino in fondo i tuoi commenti sul senso erotico della vita(come detto...mah kissà da ki..??indovina!)...no ve bh dai..la verità è che è...un po'..solo un po'..diciamo NOIOSO!!
come siamo ingnorantes!! Ma in fondo lo sai che ti vogliamo bene!
Ora ti lasciamo alle tue riflessioni..... le tue PERFIDE Giulia e Marina!
Oct. 25
marina balmawrote:
Ciao Pier...
Caruccio il tuo blog!...Che riflessioni profonde..!!!Che intellettuale! Un kiss...Marina!
Oct. 25
erica li calsiwrote:
grazie x il commento!se tu non guardi molto il blog,io guardo poco i contatti..tantè ke mi sn dimenticata di avere il tuo,poi negli aggiornamenti ti ho visto e puff..ho detto "sà ke gli lascio un saluto.."..sisi sn viva e sto bene..frequento altri ambienti e non ci si becca +..tutto li..io lezione ce l'ho in Piazza Botta(dip di anatomia e zoologia),al dipartimento di fisiologia vicino a chimica e in nave il mercoledi pome x gentica..ke è 'na botta..dai,fai il bravo anke tu!!!!ciao ciao!
Oct. 22
erica li calsiwrote:
ciao Pier!!!settimana scorsa ho visto Zuzù in mensa,ma tu dove sei a lezione???ma cos'è ke fai tu?scienze della comunicazione?ciau!
Oct. 21
Alice Pattarowrote:
è proprio bello il tuo blog sai???ma soprattutto voleevo dirti che TI AMO!!! che da quando fai parte della mia vita tutto è diventato piu bello...piu speciale... perchè tu sei tutta la mia vita!!! ti amo patatino mio!!!
Mar. 13
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December 04 Ed ecco a voi "IO" e "L'ALTRO"! Ma io... chi sono dei due?L'amico, l'estraneo; il signor Pinco Pallino, il tabaccaio: potrei continuare all'infinito l'elenco dei personaggi che ogni giorno si affacciano sulle nostre esistenze. Proviamo a immaginare che al mondo esistano due categorie di persone: noi stessi e l'Altro. L'Altro influenza le nostre vite forse più di quanto non facciamo noi stessi, sotto i nostri occhi senza che magari neppure ce ne accorgiamo... e magari lo fa in buonafede, per giunta! Mi spiego: dobbiamo riconoscere che spesso ci comportiamo in modo da essere come gli altri ci vorrebbero, o come pensiamo che gli altri ci vorrebbero. Lo facciamo tutti, in diverse occasioni. E con che impegno! Un’esempio. Avete presente quelle ragazze che passano ore e ore davanti a un mini-specchio mentre si torturano le ciglia e si cospargono il viso di argilla rossastra? Bè, non credo che il semplice voler piacere a sé stesse (ragione sacrosanta) sia sufficiente a spiegare tutto il tempo e l’impegno proferito in questa attività. Poi io sono convinto che le donne stiano meglio al naturale, ma questo è un altro discorso. Ma facciamo qualche altro esempio, perché questo potrebbe non convincere. Pensate allora a quei ragazzi che girano col cappellino anche quando piove, o con gli occhiali da sole alle 2 di notte. A quelle che vengono in università con i tacchi da 10 cm (non ditemi che ci stanno comode!!!) o a quelli che si iscrivono a Facebook “perché ce l’hanno tutti” e fino a ieri non sapevano neanche prendere in mano il mouse, e magari odiavano il computer. O a quando era uscita la moda per le ragazze di andare in giro con l’ombelico scoperto… d'accordo, sarà anche stato fashion, ma non avrete avuto certo caldo, mie care (ricordo perfettamente gente che si lamentava battendo i denti salvo poi indossare magliette che coprivano a malapena subito-sotto-le-tette)! Anche molti di coloro che iniziano a fumare, certamente, lo fanno perché pensano ciò possa giovare alla loro immagine. Con tutti questi esempi non voglio dire che voler piacere agli altri significhi non essere sé stessi (anche se forse potrei pensarlo): in fondo, anche questa può essere una caratteristica soggettiva. Ci sono persone che pensano soltanto a loro medesime e per le quali l'opinione altrui passa ben oltre il secondo piano. Quelle che mettono sempre sé stesse al centro del mondo, e confondono la propria vita con un film di cui si autoconsiderano la star indiscussa/indiscutibile. Sono sicuro che, se ci pensate, vi verrà di certo in mente qualcuno che risponde a queste caratteristiche, ma dirò di più: scommetto che lo ricordate con ben poco apprezzamento. Sembrerà strano, ma per piacere veramente (in un'atmosfera di sincerità) e soprattutto per stare bene con sé stessi, basta smettere di impegnarsi così insistentemente ad incarnare le aspettative altrui, ma piuttosto presentarsi al prossimo per quello che si è veramente, con le proprie peculiarità, piccolezze e quant'altro. Se ci pensate, in questo modo è senza dubbio più facile avvicinarsi ed essere avvicinati da persone molto più simili a noi, e con cui potrebbe essere più piacevole condividere il nostro tempo, i nostri pensieri. E' una scelta che a taluno potrebbe apparire coraggiosa, controcorrente, me ne rendo conto. Ma sono convinto sia la chiave per superare la stragrande maggioranza dei problemi che affliggono non solo la nostra, ma forse un po' tutte le età. Certo, durante l’adolescenza per molti è difficile capire cosa si vuole davvero dalla propria vita. La cosa migliore è comportarsi con la massima naturalezza, e avere fiducia nel tempo che passando lascerà idee, esperienze, convinzioni. E non vedere troppe inesistenti difficoltà nel quotidiano. La giovinezza, secondo me, è un po’ come gli esami di maturità: una volta passati, tutti ripetono che, “in fondo, è stato più facile di quello che pensassi”… Una cosa molto importante, in conclusione: non dimentichiamo che anche quell'Altro diverso da noi può avere molto da offrirci: dall'incontro fra le diversità nasce infatti la fantasia, nascono cose mirabolanti. E' importante aprirsi al cambiamento: ma bisogna farlo mantenendo memoria di ciò che si è stati e di ciò che si è. Tenendosi stretta la propria identità. Solo la conoscenza di sé stessi offre la possibilità di poter sfruttare le proprie capacità al posto giusto e al momento giusto. Solo la conoscenza di sé stessi permette di saper leggere i segni dei tempi e di interpretare il cambiamento, il nuovo, in una dimensione utile e positiva. Solo la conoscenza di sé stessi consente di relazionarsi con l'altro senza la paura di avere qualcosa da dimostrare. Siamo ciò che siamo. Se non ci piace: perché devono essere gli altri a stabilire come dobbiamo diventare? E se ci piace: perché mai cambiare? Auguro a tutti di riuscire a mantenere sempre la propria vita nelle proprie mani. Con un po' di impegno, sono sicuro che si può fare. E vale la pena provarci. November 28 Perso fra strani pensieri... ma col naso all'insù
Mi sono ritrovato ad amare il cielo del mio paese, questa sera, dopo che è nevicato. Sono rimasto incantato da quella misteriosa sfumatura rossastra - chissà poi da cosa dipende - che ispira in me sentimenti, sensazioni così contrastanti con l'atmosfera gelida che mi circonda: mi sembra si usi chiamare passione quello di cui sto parlando.
Spesso la vita ci appare troppo simile a questo paesaggio coperto dalla neve: freddo, ostile, tremendamente monotono e pronto a farci scivolare ad ogni passo - è sembrata così anche a me, qualche volta. Se solo ci ricordassimo di guardare in alto... scorgeremmo quel sensuale cielo rosso: che sembra proprio invitarci a portare la passione nella nostra esistenza; a miscelarla con un po' di grinta e di buona volontà nel compito che (per caso o per scelta) dobbiamo portare a termine. Un obiettivo strategico di lavoro, un esame in università, o il rapporto in crisi con un amico; sono innumerevoli le situazioni in cui ci circonda un paesaggio tetro e siamo talmente giù di morale che non riusciamo neppure ad alzare lo sguardo da terra. Per me rialzare la testa vuol dire sfruttare tutte quelle meravigliose caratteristiche che la natura umana ci mette a disposizione: la voglia di credere in ciò che si sta facendo e conseguentemente la convinzione necessaria a impegnarvisi totalmente; il lasciarsi trasportare da quelle emozioni positive che sono la nostra principale riserva di carburante; la capacità di vedere i lati positivi e non soltanto quelli negativi. D'altra parte è detto e risaputo: l’ottimismo è il profumo della vita (però quel vecchietto della pubblicità era un po’ deprimente)! Forse è paradossale, ma quando le cose vanno veramente male l'unico tunnel di uscita è avere fiducia in sè stessi, anche quando non la si merita. Perchè se c’è più niente in cui avere speranza l'unico capitale che rimane da investire è in quel corpo e in quell'anima che non si separeranno mai, fino alla morte. E che sono il substrato ideale per la riscossa. Passione e volontà sono fra i più grandi doni che il Creatore ha fatto all'uomo. Non a caso, discendono dalla capacità di amare. Perchè poi, in fin dei conti, è l'amore l'unica molla in grado di far scattare tutto. L'unica scintilla che può accendere in quel cielo rossastro un vero fuoco, rosso vivo. Per questo nei momenti difficili mi sento davvero tanto fortunato a essere pervaso dall'amore in tutta la mia totalità... Mi sento fortunato perchè non tutti hanno questa fortuna, io stesso ho faticato e commesso moltissimi errori prima di trovare la via che si è rivelata essere quella giusta. Ma per chiunque c'è un punto di partenza, ricordate: è aprire il proprio cuore, alzare la testa... e guardare al cielo. Se crederete in lui, vi regalerà molte più sorprese e soddisfazioni più di quanto sia possibile immaginare. Per un uomo dotato di raziocinio, almeno. Detto questo, una sola parola per l'amore mio: dal profondo, per tutto quanto... grazie ! October 25 Elogio di Boezio25 ottobre 2008. Proprio oggi, millecinquecentottantre anni or sono, veniva eseguita a Pavia una tremenda quanto ingiusta condanna a morte: una cordicella cinse le tempie del condannato innocente e, stringendo sempre più forte, arrivò a farne uscire gli occhi dalle orbite, decretandone il decesso.
Così morì Anicio Manlio Torquato Severino Boezio, filosofo nato a Roma nel 475, che col suo pensiero influenzò tutta l'età di mezzo. Merita un ricordo, quantomeno perchè le sue spoglie riposano a Pavia, a San Pietro in Ciel d'Oro (proprio pochi metri sotto quelle del più celebre Agostino di Ippona), anche se in pochi lo conoscono e vanno a rendergli omaggio. L'ingiusta condanna a morte e l'eccezionale produzione qualitativa raggiunta proprio durante la detenzione mi ricordano molto da vicino il mio caro Socrate; anche se questi non si sarebbe mai sognato di passare gli ultimi giorni della sua vita a scrivere, come fece Boezio. Entrambi, comunque, persi nella filosofia: uno, nel dialogo con i compagni e nella pratica della maieutica; l'altro, adagiato fra le braccia di "una donna di aspetto asssolutamente venerabile": la personificazione della Filosofia giunta a prendersi cura di lui.
Non volendomi dilungare troppo, concludo citando un brano dell'opera più importante di Boezio, il "De consolatione philosophiae", sperando di aver contribuito (nel mio piccolo) a mantenere la memoria di questo grande pensatore medioevale.
Il web e la "sconfitta" della morte
Sapevate che Pavia è una delle città italiane dove si riscontra la maggiore diffusione di Facebook? E che gli italiani ne sono i più grandi appassionati nel mondo?
Questo social network, emblema del Web 2.0, sta riuscendo dove hanno fallito governi e pubblicità: la digitalizzazione di massa sta diventando, oggi come non mai, una realtà (finalmente). E questo ci porta a misurarci con degli interrogativi impensabili fino a pochi anni fa. La morte, per esempio. Da sempre ossessiona gli uomini che, per cercare di sconfiggerla, impiegano la loro esistenza a cercare di lasciare una traccia, una memoria di sè; insomma qualcosa per cui poter essere ricordati nei secoli dei secoli. In fin dei conti non sono molti coloro che ci provano seriamente; ma l'idea achillea di gloria (meglio un giorno da leone che cento da pecora) fa molta presa nella coscienza comune, ed è largamente condivisa. Ora: con Facebook, con il blog, e con tutti gli scritti che lasciamo su internet la nostra memoria può forse finalmente diventare immortale. Rimanendo le cose allo stato attuale, ciò che viene pubblicato sul web non cesserà mai di esistere. Rimarranno il nostro pensiero, le nostre fotografie, le nostre poesie... che magari nessuno andrà mai a leggere, ma intanto ci sono; e rappresentano la testimonianza perenne che anche noi siamo passati dal mondo, anche noi siamo parte delle statistiche, anche noi abbiamo espresso la nostra opinione. Chissà, è probabile che fra mille anni ci saranno veri e propri "web-archeologi" di professione che riscopriranno le nostre passioni, le nostre peculiarità. E magari anche i nostri difetti (attenti quindi a comportarvi bene nelle community, o se comprate/vendete su ebay). Tutto materiale accessibile a chiunque, da qualunque parte del mondo, per sempre. Terrificante, se pensiamo a quanti sconosciuti geni del passato possano essere rimasti carcerati nei loro manoscritti, in polverose biblioteche e in ammuffiti musei. Allettante, se pensiamo che questo possa servire a perpetuare la nostra entità, in attesa di sapere cosa ci aspetti dopo la morte. Una possibile obiezione potrebbe essere: se venissero eliminati i server che ospitano tutta questa mole di dati, morirebbe anche la nostra memoria digitale. E' in effetti apparentemente scontato che ciò possa accadere, prima o poi. Ma teniamo presente che la tecnologia aumenta giorno dopo giorno le capacità allocative delle memorie virtuali: solo cinque anni fa un calcolatore di buon livello commerciale possedeva un disco rigido da 40 Gb; già oggi una macchina dello stesso segmento dispone di cinque/sei volte tanto. I siti internet, inoltre, sono sempre più complessi e "pesanti" dal punto di vista della memoria; addirittura ci avviamo verso il cosiddetto "web semantico" che implementerà notevolmente le potenzialità del mondo telematico, nonchè tuttavia il suo bisogno di risorse. Per farla breve, i nostri blog appariranno come "piume" al confronto. D’accordo, ho (volutamente) esagerato un po’, ma solo per porre meglio il problema. Chiaramente siamo nel campo delle ipotesi, e non c'è alcuna certezza che finirà così. Ma se il successo di Facebook&simili dovesse continuare, da fenomeno di costume potrebbero trasformarsi in tratto distintivo della nostra società, e ciò ridurrebbe notevolmente la possibilità di una loro eliminazione. Se poi è vero che ogni individuo possiede (stando a "Focus") un'"ombra digitale" di 45 gigabytes... Forse per l'uomo qualunque è giunto il momento in cui poter immortalare la traccia della propria esistenza, del proprio pensiero, dei propri sogni. La speranza di non cadere nel dimenticatoio degli altri, nell'oblìo di una morte sterile. Il Cristianesimo propone una concezione antitetica, la speranza cioè di una nuova vita dopo la morte. Io ci credo, non ne faccio mistero, e trovo qui le mie risposte nei confronti del mistero. Eppure molti che si professano cattolici hanno il terrore della Nera Signora: sono coloro che coltivano la fede in virtù delle tradizioni e dell'abitudine, e che pertanto si avvicinano alla religione nel modo più errato e fuorviante possibile. Purtroppo in passato la religione non era una "libera scelta", ma un "libero obbligo"... non si era portati a cercare le risposte ai grandi interrogativi dentro di sè, quanto piuttosto dentro la conoscenza altrui: ecco allora le formule imparate a memoria e mai accolte nel proprio cuore. La fede deve essere una ricerca individuale e consapevole; una proposta e non un insegnamento. La strada intrapresa dalla Chiesa sembra essere questa, anche se i chilometri da affrontare sono ancora tanti. Nel frattempo, con la vita inneggio all'Amore, e guardo la morte come un punto di partenza, e non di arrivo. Ho ragione? Chi può dirlo. Io ci credo, e ne ho i miei buoni motivi; e questo cambia tutto. Innanzi tutto sto proprio bene (e non è poco, no?). E se avessero ragione gli altri? Quegli uomini, per intenderci, che pensano di poter lasciare nello Scritto Universalmente Accessibile la traccia della propria esistenza, perpetuando così la propria memoria, il proprio pensiero.
Bè, mi sembra paradossale: i veri padri del nostro pensiero e della nostra cultura non hanno scritto, durante tutta la loro vita, proprio un bel niente... Si tratta dei signori Socrate e Gesù di Nazareth. Giù il cappello, please. E per oltre due millenni il loro pensiero si è diffuso senza un briciolo di tecnologia. N.B.: personalmente penso che, in fondo, l'immortalità del pensiero sul web sia un'utopia, anche se perlomeno una lunga vita è ipotizzabile. Ma, per le implicazioni che questo comporta, è importante, almeno, chiedersi se sia possibile. Lascio virtualmente aperto questo post, perché è mia intenzione continuare a informarmi su questo argomento... October 22 Il mio pensiero sulla crisi in attoProverò a spiegare a modo mio le ragioni della crisi oggi in atto.
Non sono poi così lontani gli anni in cui la gente riusciva ad accumulare denaro ogni mese e a creare, lira dopo lira, veri e propri "tesoretti" sul proprio conto in banca.
In quel tempo, quando si rendeva necessario un'acquisto importante (come una casa) il finanziamento era necessario per coprire solo una certa parte dell'investimento. Non ci si sognava neppure la follia di ricorrervi per acquistare un televisore... E sappiamo tutti che nessuno presta soldi a titolo gratuito. Oggi il costo della vita sarà anche aumentato, ma non in modo tale rispetto agli stipendi da spiegare il fatto che sempre di più stentano a giungere alla fine del mese e quasi nessuno avanza un solo euro. La differenza che c'è fra quei tempi e questi sta sotto i nostri occhi ogni giorno, anche fra le mura di casa nostra. Cosa conteneva una casa negli anni '80? Mobili, lampadari, vettovaglie, gli abiti... il frigorifero, forse la lavatrice, un televisore. Tutti oggetti che non sono scomparsi in questi poco più di vent'anni. Ma anno dopo anno hanno iniziato a riempirsi: macchina per il caffè, forno a microonde, telefonino, hi-fi, aspirapolvere, vaporetto, lettore dvd, decoder, computer... Questo elenco potrebbe continuare all'infinito, e ognuno di questi oggetti ha un costo, spesso molto rilevante. Non voglio dire che si stava meglio quando si stava peggio: i confort servono a migliorare il nostro benessere, a farci stare meglio. D'accordo, fino a pochi anni fa si viveva anche senza cellulare; ma se sul tuo pianeta chiunque ne possiede uno, tu ti devi adeguare. Perchè altrimenti rimani un passo indietro, sei più lento nel tuo lavoro e anche nelle relazioni interpersonali. Le cose di fatto stanno così; forse non è giusto che chi desideri vivere la sua vita in modo diverso dalla massa possa essere costretto a rinunciarvi per cause che non dipendono da lui medesimo. Tuttavia un grande ruolo nello spingere le masse al consumo è rivestito dalla pubblicità: in questo caso non è la massa a "convincerci" ad adeguarsi: è la massa stessa, quindi noi compresi, ad "auto-convincersi" secondo il principio che ciò che è pubblicizzato presto sarà posseduto dal vicino di casa, dal rivale in amore, o più in generale da gran parte dei membri della comunità cui si appartiene. Nel mondo in cui viviamo non c'è più neppure quel barlume di moralità che consentirebbe di godersi la vita una volta raggiunto un certo status, non come quei vecchi imprenditori che a settant'anni o più (e quanti sono) stanno lì a rodersi il fegato e a rischiare la loro fortuna per qualche milione che non avranno più il tempo e le forze di godersi. Il caro buon vecchio capitalismo che ci ha fatto ingrassare per anni è stato insomma portato all'esasperazione dai "big" della finanza, da chi ha come unico pensiero il vendere vendere vendere per poter guadagnare guadagnare guadagnare. Un po' tutti, insomma. Comunque, il succo è questo: i prezzi sono sì aumentati, ma non poi così eccessivamente in rapporto ai salari (la cui diminuzione è da assoggettare alla poderosa crescita dei profitti e delle rendite, ma anche questa è un'altra storia).
Il fatto è che la gente è molto più portata a spendere di un tempo; si pensa sempre più al solo presente, a ciò che mi farebbe piacere adesso; chissenefrega del futuro. Certo, un domani mi piacerebbe avere una casa tutta mia; ma oggi voglio la cintura di D&G, il nuovo videofonino che fa il caffè,la tv al plasma... "D'accordo, si vede meglio, ma a parità di dimensioni mi costa almeno il doppio di uno tradizionale!" sarebbe stato il commento di uno dei nostri nonni. Ma perchè i vecchi pensavano e (in parte) ancora oggi pensano diversamente da noi? Ciò che le generazioni passate hanno sperimentato e noi no è il senso di insicurezza derivato dalla violenza. Prendiamo un libro di storia e ci accorgeremo che di rado ci sono stati periodi lunghi come questo senza un vero grande conflitto che ci coinvolgesse direttamente sul nostro territorio. D'accordo, gli Stati Uniti più o meno ogni decennio sono in guerra da qualche parte nel mondo... ma mai si è visto un carrarmato a casa loro. La "casalinga di Voghera" made in Massachussets o made in Maryland non ha mai visto con i suoi occhi la gente morire di stenti. Mentre noi il nemico l'abbiamo avuto in casa, e quante volte! La nostra Italia che fu per secoli terra di conquista per Francesi, Spagnoli, Austriaci, se non addirittura vittima delle guerre fra i vari staterelli di cui era puntinata. Verrebbe da dire: meglio allora avere le tasche vuote che provare l'esperienza della guerra; se bisogna fare la fame, almeno risparmiamoci inutili violenze! E sia, dunque. Ma purtroppo quando mancano i soldi aumenta il rischio bellico... Bisogna guardare in faccia la realtà. E purtroppo ho l'impressione (e spero che rimanga tale) che la guerra non sia poi così lontana. Nè nel tempo, nè nello spazio. Contro chi? Bè, le alternative non mancano. Forse il rischio non è tanto il Nordcorea o l'Iran... perchè mentre i telegiornali ci raccontano cosa ha fatto ieri sera Briatore o l'ultimo insulto sbraitato da un politico cafone al suo degno collega di turno, la Russia costruisce basi missilistiche puntate verso la nostra camera da letto, e gli Stati Uniti non restano certo a guardare. I rapporti fra i due paesi sono stati ulteriormente deteriorati dalla crisi georgiana. A proposito, capire chi ha ragione sulla Georgia e chi ha torto è, per noi comuni cittadini mortali, di fatto impossibile. Cosa sappiamo noi sulla relatà di ciò che succede nel mondo, o addirittura dietro l'angolo? Ciò che ci viene detto da chi ne sa più di noi, e noi non ci chiediamo neppure se possa essere o no la verità. E se anche ce lo chiedessimo, verificarlo sarebbe piuttosto difficile. In generale ci convinciamo che la verità sia espressa del politico (o più in generale dell'oratore) che ci sta più simpatico o, più frequentemente e più pericolosamente, da quello che possiede la migliore dialettica, o ancora da quello che sembra più convinto delle sue ragioni. Questo è un altro argomento che mi riprometto di affronatare. Se qualcuno è arrivato a leggere fino a qui deve essere proprio un pazzo, comunque lo ringrazio per l'attenzione e lo prego di esprimermi il suo punto di vista, dissonante o assonante al mio, perchè il motivo più nobile per cui valga la pena esprimere ciò che si pensa è il potersi confrontare con gli altri. E pensare che volevo scrivere solo poche righe...:) October 19 Qualcosa è cambiatoDa diverse settimane, ormai, nei momenti di cazzeggio bazzico su Yahoo Answer.
Tempo fa risposi a un quesito che chiedeva quale fosse il concetto di felicità...
E qui,ora, voglio condividere la risposta che diedi in quell'occasione, tornatami in mente dopo aver visto, pochi giorni fa, un bellissimo film, "Qualcosa è cambiato" (vedi nell'Elenco film).
La felicità non è un concetto, e non è spiegabile a parole. E' uno stato cui tutti aspirano, ma nessuno è in grado di definirla finchè non vi giunge. E talvolta neppure se ne accorge!
La felicità per questo è, per certi versi, beffarda. Sembra ai più irraggiungibile, ma come tutte le cose, in realtà, è raggiungibile se crediamo esista e vi aspiriamo con tutti noi stessi. Personalmente ritengo che il segreto per essere felici sia il sapersi accontentare di quanto di buono la vita abbia saputo (o potuto) offrirci. Purtroppo l'umiltà è una qualità innata propria di pochi... e tutti aspirano a crescere, guadagnare, acquisire potenza, pensando che la felicità risieda sui gradini più alti. Ma ci sarà sempre qualcuno più in alto di te! E di conseguenza la felicità che uno porebbe ottenere al raggiungimento di un certo status corrisponderebbe, per forza di cose, a un "accontentarsi", seppur a un certo livello. Mi rendo conto tuttavia che non tutti siano in condizione di far proprio questo ideale. Dunque chi non ne è capace o chi non lo condivide, non potrà mai essere felice? La risposta è no; tuttavia, potrà essere convinto di essere felice, interpretando la felicità come il raggiungimento di determinati obiettivi prefissati. E sinceramente non sono più poi così sicuro che vi sia una così grande differenza fra le due ipotesi...
Ma personalmente non avrei dubbi nello scegliere la prima. Perchè? Perchè una volta raggiunti gli obiettivi, la vita tenderebbe irrimediabilmente alla noia, e sarebbe solo un trascinarsi alla ricerca di un nuovo senso in cui calarla. Un vuoto incolmabile che per molti sfocia nella depressione. October 18 E voi che siete là fuori... Fuori come va?L'orizzonte della mia vita è limpido,
e se anche una nuvola talvolta dovesse farvi capolino
sarebbe la benvenuta.
Perchè non porterebbe solo ombre,
ma anche quel po' di pioggia
senza la quale la terra
non sarebbe mai in grado di dare i suoi frutti.
March 15 Ciò che ti cambia la vitaLa mia casa mi dice:
"Non lasciarmi, perchè è qui che dimora il tuo passato". E mi dice la strada: "Vieni e seguimi, perchè sono io il tuo futuro". E io dico alla casa e alla strada: "Non ho passato nè futuro. Se resto c'è un andare nel mio rimanere; se vado, c'è un restare nel mio andarmene. Solo amore e morte cambiano tutto". Kahlil Gibran March 14 TI AMO... A colei che fa apparire il firmamento nelle notti buie come la pece...Io andavo lungo il sentiero, tu venivi, il mio amore cadde fra le tue braccia,
il tuo amore tremò nelle mie.
Da allora il mio cielo di notte ebbe stelle
e per raccoglierle la tua vita si fece fiume.
Per te ogni roccia che toccheranno le mie mani
deve essere sorgente, aroma, frutto e fiore.
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Sarebbe troppo scontato scrivere "Forrest Gump" o "Grease"... quelli li hanno visti tutti, e piacciono anche a chi non li ha visti! Questi film invece potreste esserveli persi... e la maggior parte piacciono solo a me!!;P
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