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    December 04

    Ed ecco a voi "IO" e "L'ALTRO"! Ma io... chi sono dei due?

    L'amico, l'estraneo; il signor Pinco Pallino, il tabaccaio: potrei continuare all'infinito l'elenco dei personaggi che ogni giorno si affacciano sulle nostre esistenze.

    Proviamo a immaginare che al mondo esistano due categorie di persone: noi stessi e l'Altro. L'Altro influenza le nostre vite forse più di quanto non facciamo noi stessi, sotto i nostri occhi senza che magari neppure ce ne accorgiamo... e magari lo fa in buonafede, per giunta! Mi spiego: dobbiamo riconoscere che spesso ci comportiamo in modo da essere come gli altri ci vorrebbero, o come pensiamo che gli altri ci vorrebbero. Lo facciamo tutti, in diverse occasioni. E con che impegno! Un’esempio. Avete presente quelle ragazze che passano ore e ore davanti a un mini-specchio mentre si torturano le ciglia e si cospargono il viso di argilla rossastra? Bè, non credo che il semplice voler piacere a sé stesse (ragione sacrosanta) sia sufficiente a spiegare tutto il tempo e l’impegno proferito in questa attività. Poi io sono convinto che le donne stiano meglio al naturale, ma questo è un altro discorso. Ma facciamo qualche altro esempio, perché questo potrebbe non convincere. Pensate allora a quei ragazzi che girano col cappellino anche quando piove, o con gli occhiali da sole alle 2 di notte. A quelle che vengono in università con i tacchi da 10 cm (non ditemi che ci stanno comode!!!) o a quelli che si iscrivono a Facebook “perché ce l’hanno tutti” e fino a ieri non sapevano neanche prendere in mano il mouse, e magari odiavano il computer. O a quando era uscita la moda per le ragazze di andare in giro con l’ombelico scoperto… d'accordo, sarà anche stato fashion, ma non avrete avuto certo caldo, mie care (ricordo perfettamente gente che si lamentava battendo i denti salvo poi indossare magliette che coprivano a malapena subito-sotto-le-tette)! Anche molti di coloro che iniziano a fumare, certamente, lo fanno perché pensano ciò possa giovare alla loro immagine.

    Con tutti questi esempi non voglio dire che voler piacere agli altri significhi non essere sé stessi (anche se forse potrei pensarlo): in fondo, anche questa può essere una caratteristica soggettiva. Ci sono persone che pensano soltanto a loro medesime e per le quali l'opinione altrui passa ben oltre il secondo piano. Quelle che mettono sempre sé stesse al centro del mondo, e confondono la propria vita con un film di cui si autoconsiderano la star indiscussa/indiscutibile. Sono sicuro che, se ci pensate, vi verrà di certo in mente qualcuno che risponde a queste caratteristiche, ma dirò di più: scommetto che lo ricordate con ben poco apprezzamento.

    Sembrerà strano, ma per piacere veramente (in un'atmosfera di sincerità) e soprattutto per stare bene con sé stessi, basta smettere di impegnarsi così insistentemente ad incarnare le aspettative altrui, ma piuttosto presentarsi al prossimo per quello che si è veramente, con le proprie peculiarità, piccolezze e quant'altro. Se ci pensate, in questo modo è senza dubbio più facile avvicinarsi ed essere avvicinati da persone molto più simili a noi, e con cui potrebbe essere più piacevole condividere il nostro tempo, i nostri pensieri.

    E' una scelta che a taluno potrebbe apparire coraggiosa, controcorrente, me ne rendo conto. Ma sono convinto sia la chiave per superare la stragrande maggioranza dei problemi che affliggono non solo la nostra, ma forse un po' tutte le età. Certo, durante l’adolescenza per molti è difficile capire cosa si vuole davvero dalla propria vita. La cosa migliore è comportarsi con la massima naturalezza, e avere fiducia nel tempo che passando lascerà idee, esperienze, convinzioni. E non vedere troppe inesistenti difficoltà nel quotidiano. La giovinezza, secondo me, è un po’ come gli esami di maturità: una volta passati, tutti ripetono che, “in fondo, è stato più facile di quello che pensassi”…

    Una cosa molto importante, in conclusione: non dimentichiamo che anche quell'Altro diverso da noi può avere molto da offrirci: dall'incontro fra le diversità nasce infatti la fantasia, nascono cose mirabolanti. E' importante aprirsi al cambiamento: ma bisogna farlo mantenendo memoria di ciò che si è stati e di ciò che si è. Tenendosi stretta la propria identità.

    Solo la conoscenza di sé stessi offre la possibilità di poter sfruttare le proprie capacità al posto giusto e al momento giusto.

    Solo la conoscenza di sé stessi permette di saper leggere i segni dei tempi e di interpretare il cambiamento, il nuovo, in una dimensione utile e positiva.

    Solo la conoscenza di sé stessi consente di relazionarsi con l'altro senza la paura di avere qualcosa da dimostrare.

    Siamo ciò che siamo. Se non ci piace: perché devono essere gli altri a stabilire come dobbiamo diventare?

    E se ci piace: perché mai cambiare?

    Auguro a tutti di riuscire a mantenere sempre la propria vita nelle proprie mani.

    Con un po' di impegno, sono sicuro che si può fare. E vale la pena provarci.